Norme Controverse

E non poteva mancare da subito delle controversie nella norma che regola l'esame per il patentino ciclomotori.....
In sostanza è quanto pubblicato sulla rivista specializzata del settore "MOTITALIA", mensile dei tesserati FMI.
Vi propongo alla vostra valutazione l'intero articolo.
Come annunciato su Motitalia di aprile 2011 (vedi articolo riportato sul sito dei Motocappottati Argelato), la normativa sul cosiddetto "patentino" ha
subito alcune modifiche, con l'introduzione dell'esame di guida obbligatorio dopo l'effettuazione dei test. A sorpresa, sono stati introdotti anche altri
cambiamenti, che non è stato possibile commentare la volta scorsa, come facciamo invece in questa occasione. Cosa cambia. Innanzi tutto il corso teorico
non è più di 12 ore (più 8 ore da svolgersi in orario curriculare, cioè nella mattina, insieme a tutti gli altri studenti, nel caso in cui il patentino venga
preso a scuola e non in autoscuola), ma di 13.
È stato introdotto l'obbligo di dedicare un'ora teorica alle elementari conoscenze sul funzionamento del ciclomotore in caso di emergenza. Vale a dire
terreno sporco, bagnato, scivoloso, dove un sapiente utilizzo dei freni può costituire un utile salvavita. L'entrata in vigore della nuova normativa a metà
anno scolastico, oltre a prendere tutti di sorpresa, ha scombussolato non poco la vita degli istituti scolastici. Infatti, può accadere che le scuole abbiano
chiuso i corsi teorici, che risultano, in questo momento, carenti della tredicesima ora di lezione, necessaria per accedere all'esame. Esame teorico a
seguito del quale potranno esserci ragazzi che entrano in possesso del patenti no (perché hanno effettuato il corso e richiesto l'esame prima del 1 aprile
2011) e ragazzi a cui viene messo in mano il foglio rosa e che dovranno, dopo un mese, effettuare la prova pratica di guida (perché, pur avendo effet
tuato il corso teorico entro il 31 marzo, hanno richiesto l'esame dopo tale data). Prova pratica. Secondo la FMI, proprio in relazione a tale prova, si
riscontrano gli aspetti più controversi. L'esame pratico (di cui una parte è svolta in area chiusa al traffico, mentre l'altra è sulla pubblica strada) è
differenziato a seconda che venga svolto su un veicolo a due, tre o quattro ruote, ovvero su uno scooter, un mezzo tipo Ape Piaggio o una microcar.
Infatti, il candidato deve comunicare preventiva mente su quale mezzo si è esercitato e intende quindi fare l'esame.
L'esame sul ciclomotore prevede una procedura molto simile a quella della patente "A" mentre l'esame sulla microcar prevede la presenza di un
passeggero a bordo (con questioni assicurative non risolte, dal momento che un minorenne non è autorizzato dalla legge a condurre un passeggero) e
l'effettuazione di alcune manovre di parcheggio, inclusa la retromarcia. Ebbene, .nonostante gli esami in questione siano ben differenti tra loro, il
patentino che si ottiene abilita alla guida di tutti i ciclomotori, a due, tre e quattro ruote. Incongruenza questa per la quale la Federazione attende,
anzi richiede, un intervento del legislatore.
Quindi come al solito ragazzi visitate il sito dei Motocappottati, ci sono tutte le informazioni, del nostro mondo.
Un lampeggio dal Team dei Motocappottati.
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