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Come ingannano i consumatori

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Come ingannano i consumatori!

È ormai da parecchio tempo che la situazione del prezzo della benzina è diventata insostenibile........

Molte persone, davanti alla scelta di riempire il serbatoio o di andare a piedi, scelgono sempre più spesso la

seconda opzione, soprattutto in questi momenti di crisi. Se non che, ad aggravare un contesto così

deprimente, si fanno largo delle ipotesi di truffa ai danni dei consumatori. Come riportato su siti imporatanti

come †Automobilismo e Motociclismo.it", è in corso un’attività investigativa nata da un esposto del Codacons

riferito a possibili manovre speculative su prodotti petroliferi. Si tratterebbe in sostanza di una serie di

operazioni atte a determinare, indebitamente, il rincaro di benzina e gasolio al dettaglio sul mercato nazionale

italiano (le compagnie, insomma, farebbero "cartello" accordandosi sui prezzi e non facendosi concorrenza, con

evidente danno per gli utenti finali).

SÌ, È FRODE

Iniziamo dalla fine: l'indagine, svolta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Varese per conto del GIP,

ha riconosciuto l'esistenza di un rialzo fraudolento dei prezzi dei carburanti attraverso manovre speculative in

danno degli utenti finali. Nel mirino delle Forze dell’Ordine, con i reati ipotizzati di truffa, rialzo e ribasso

fraudolento dei prezzi sul mercato e manovre speculative su merci, sono finite le “7 sorelleâ€: Api,

Shell, Eni, Esso, Q8, Total-Erg e Tamoil, le cui sedi sono ubicate fuori dal territorio di Varese. Per tali

ragioni, gli atti inerenti l'indagine sono ora stati trasmessi per competenza territoriale alle Procure della

Repubblica di Milano e Roma. Ora entriamo nei dettagli

UN ANNO DI INDAGINI

Si parte da lontano, tutto è cominciato circa un anno fa in occasione del continuo rialzo dei prezzi dei

carburanti. L’inchiesta si è articolata, in una prima fase, sulla valutazione delle diverse dinamiche che

concorrono alla formazione del prezzo dei prodotti petroliferi (dalla determinazione del prezzo internazionale,

al margine lordo dell'industria petrolifera, alla tassazione...). Si è passati poi all'esame della documentazione

acquisita presso le compagnie petrolifere per valutare l'andamento dei prezzi dei carburanti nel periodo dal

gennaio 2011 al marzo 2012.

LE ANALISI DI MERCATO

Le investigazioni hanno preso successivamente un taglio più tecnico con l'analisi dell'organizzazione dell'intera

filiera distributiva, al fine di individuare eventuali ostacoli, da parte dei giganti del petrolio, allo sviluppo degli

impianti no logo (le cosiddette “pompe biancheâ€) e per verificare l'esistenza di meccanismi atti ad impedire

o... controllare la concorrenza. I finanzieri hanno proceduto anche al raffronto con i prezzi praticati

negli altri Paesi dell'Unione Europea nello stesso periodo, rilevando prezzi medi in Italia maggiori della media

dei prezzi U.E. Ciò perlopiù a causa dell'inadeguatezza della rete distributiva.

IL CARTELLO DEI CARBURANTI

Gli accertamenti sono proseguiti con l'intento di verificare se le compagnie petrolifere avessero ottenuto una

forma di risparmio fiscale attraverso cessioni e riacquisto di prodotti petroliferi a proprie imprese consociate.

Quello che tecnicamente viene chiamato “trasfer pricingâ€. Inoltre, pare che la causa principale degli aumenti

sembra sia attribuibile, oltre che ad una crescente domanda di energia dei Paesi emergenti, a complesse

operazioni finanziarie che influenzavano il prezzo della benzina in maniera del tutto svincolata dall'andamento

reale del mercato. Il risultato è stata la creazione di una sorta di “cartello†dei carburanti che ha portato al

mantenimento di prezzi elevati. Che sia finalmente giunta l'ora della svolta per i consumatori?

PRONTA RISPOSTA

Non si è fatta attendere la risposta dell'Unione Petrolifera secondo cui si tratta di "semplici ipotesi

investigative che dovranno essere verificate nell'ambito di procedimenti la cui competenza è stata individuata

nelle Procure di Roma e Milano". Anche perchè, secondo la Giustizia Italiana, fino a che non si giunge

all'ultimo grado di giudizio, nessuno può essere considerato "colpevole".

Un lampeggio dal Team dei Motocappottati. Fico

 

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